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mercoledì 1 dicembre 2010

Pulire gli scampi

Un altro dei miei ingredienti preferiti sono gli scampi, ma anche loro sono lunghi da pulire e ogni tanto ci si punge anche un po'. 
Ma visto il loro gusto, vale la pena soffrire ;)

Prendete gli scampi e sciacquateli sotto l'acqua corrente. Poi con delle forbici tagliate la parte interna del crostaceo: vedrete che ha come delle "costole". Iniziate a tagliarle da entrambi i lati, tirate via la parte centrale ed il gioco è fatto.
Come per i gamberi, rimuovete con uno stuzzicadenti il budellino.

martedì 30 novembre 2010

Pulire i gamberi

I gamberi sono una delle mie passioni, li adoro in tutti i modi. L'unica cosa che mi sembra strana è che al naturale abbiano così poche calorie (85 kcal per etto). Un difetto ce l'hanno, però... sono un po' noiosetti da pulire.
Ci sono mille maniere per servirli: interi compresa testa e guscio, solo la testa senza il guscio, senza ne testa ne guscio oppure aperti sul dorso.
Ovviamente, a seconda di come li cucinate vanno puliti.
Se li fate fritti o in insalata, vi consiglio di eliminare le zampette e il guscio, lasciando la testa. Se c'è una cosa che non sopporto, sono i gamberi fritti con tutto il guscio, perché la panatura rimane fuori e sbucciandoli me ne rimane solo sulle dita.
Per gli altri metodi di cottura (al forno, alla griglia, in guazzetto...) potete semplicemente infilare le forbici nel dorso del crostaceo e aprirli fino alla coda. Saranno semplicissimi da pulire una volta cotti e rimaranno integri durante la cottura.
Abbiate cura di levare con uno stuzzicadenti il piccolo filetto nero (budellino), che trovate all'interno del gambero. Se si rompesse in cottura, rilascerebbe un gusto amarognolo e sabbioso.

Besciamella

Oh! Finalmente una cosa leggera ;)
Scherzi a parte... ho qualche piccolo inconveniente tecnico, quindi non posso postarvi le mie foto. Pertanto vi segnalo alcune tecniche di base. Ricette che sono un passepartout, che possono sempre venire bene.
Come ben sapete, la besciamella sta un po' su tutto, dalle lasagne, alle verdure gratinate, alla pasta al forno...

Ingredienti per 600 gr:

50 gr di burro
50 gr di farina
500 ml latte
un pizzico di sale
una grattugiatina di noce moscata

Procedimento:

In un pentolino, fate sciogliere il burro. Quando sarà liquefatto, aggiungete la farina e mescolate con un cucchiaio di legno, facendo attenzione a sciogliere tutti i grumi. Continuate a mescolare finché non assumerà un colore ambrato.
A questo punto, aggiungete il latte a filo e continuate a mescolare per almeno 5 minuti o finché non sarà bella densa. Una volta cotta, aggiungete sale e noce moscata.

Consigli:

Mi raccomando cercate di usare un pentolino che non abbia il fondo nero, perché spesso succede che il colore salti via e vi trovate una besciamella stile 101...
Come potete notare gli ingredienti hanno la stessa grammatura, quindi è semplice cambiare il peso finale della salsa.
Per una versione più light, sostituite il latte con il brodo vegetale caldo.

mercoledì 24 novembre 2010

Le uova

Come ben saprete ci sono moltissimi modi di cucinare le uova. Io sono la prima a perdersi nei tempi di cottura...
quindi vi posto qui alcune dritte, minuti e metodi di cottura.

Per me l'arcano più grande è l'UOVO SODO.
Uovo sodo
Prendete un uovo fresco o anche più di uno. Mettelo in un pentolini e riempitelo di acqua fredda. Ponetelo sul fuoco a bollire.
Quando vedrete che l’acqua inizia bollire, contate circa dieci minuti. Toglietelo dal fuoco mettetelo sotto l'acqua fredda corrente. Dopo qualche minuto, prendete l’uovo iniziate a sbucciarlo.
Se la cottura è avvenuta entro quei dieci minuti, la buccia si staccherà facilmente, e sopratutto quando lo aprirete a metà, noterete che l’uovo sarà di un colore giallo forte.
Questo significherà che l’uovo è cotto a puntino.

Uovo alla coque
L' UOVO ALLA COQUE è il mio preferito e mi ricorda tanto la mia infanzia.
Anche in questo metodo è fondamentale la cottura.
Pure per l'uovo alla coque bisogna mettere l'uovo in una piccola cassereuola con dell'acqua fredda, portate ad ebollizione e fate cuocere per 2/4 minuti.
Sistematelo nel suo porta-uovo, tagliate un coperchietto, aggiungete all'uovo un pizzico di sale e pepe appena macinato.


Uovo fritto
 
Il più semplice, invece, è l'UOVO FRITTO. E' anche il più gustoso.
Prendete una padella, ungetela con dell'olio e fatela scaldare ben bene. Quando sarà bella calda, rompete sopra la padella un uovo, cercando di non rompere il tuorlo. Fate cuocere, finché i bordi dell'albume non saranno bruniti. Poi con delicatezza adagiate l'uovo nel piatto e salatelo.
Per renderlo ancora più appetitoso aggiungetevi una sottiletta a fine cottura, oppure della pancetta precedentemente scottata in padella.



Uova strapazzate
Al secondo posto della mia classifica delle uova, ci sono quelle STRAPAZZATE.
Cottura di una semplicità estrema, a patto di usare una padella antiaderente e un cucchiaio d'olio abbondante.
In una ciotola sbattete un uovo con un pizzico di sale. Quando la padella è bella calda, mettete l'uovo sbattuto e continuate a sbattere anche nella padella, in modo da formare dei coriandoli gialli. Cuocete pochi minuti e servite caldissimi. Mia mamma me le cucinava con l'aggiunta finale di un paio di cucchiai di stracchino. Oppure potete servirlo con della salsa di pomodoro e del semplice ketchup.

Il mio adorato scalogno

In questo post, vi voglio spiegare il perché nelle mie ricette trovate spessissimo lo scalogno.

Lo scalogno è, infatti, un incrocio tra cipolla e aglio. Prende così i pregi dei due ortaggi, racchiudendo in un unico ortaggio una delicatezza decisa senza pari.
Di solito, è un po' più piccolo della cipolla e spesso è composto da più piccoli bulbi uniti in un bulbo unico poco più grande, è leggermente più affusolato della cipolla e ha un colore più scuro.
Gli scalogni si trovano tutto l’anno, ma sono particolarmente buoni in estate. Non sono facilmente reperibili ovunque, nel qual caso possono essere sostituiti con le cipolle bionde.
Le varietà più diffuse sui nostri mercati sono quella francese, solitamente più grande e dolce, e lo scalogno di Romagna IGP, prodotto secondo un rigido disciplinare in alcune province di Forlì, Ravenna e Bologna. Questa varietà è più piccola e di sapore più intenso.
Gli scalogni sono ricchi di sodio, potassio, calcio, fosforo, selenio, silicio. Hanno proprietà diuretiche, antibatteriche e favoriscono la digestione. Contengono anche vitamina C.
Lo scalogno ha anche una storia molto interessante.
Si ritiene che questo ortaggio abbia origine da Ascalon (Ascalone, Castello di Giudea), città dell’antica Palestina da cui il prodotto pare tragga anche il proprio nome scientifico (Allium Ascalonicum). La sua coltivazione è nota da almeno 3000 anni ed era già in uso presso i popoli romani.
Secondo alcuni studiosi, lo scalogno sarebbe stato portato in Europa dai popoli che migrarono dal Medio Oriente, tra cui le popolazioni celtiche. Infatti, il termine allium è una parola celtica che significa “bruciante”. Menzionato sin dai tempi antichi - celebri le citazioni di Ovidio e Boccaccio - lo scalogno è quindi protagonista di una storia plurimillenaria, contadina e rurale: nel Liber de Coquina redatto nel XIII sec. presso la corte angioina a Napoli, è indicato come condimento ideale per carni e quale succedaneo di cipolla, porro ed aglio.